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Storia e Arte - Sicilia

Galleries and Picture Galleries of Sicily

Galleries and Picture Galleries of Sicily
In the heart of majestic palaces treasures of inestimable value are kept. The intense figures and faces depicted by masters, such as Antonello da Messina and Caravaggio, will remain in the visitor's memory forever.

Palermo

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Palermo

Palermo, la più grande tra le città di Sicilia, capoluogo e centro politico-amministrativo ed economico della regione, è anche il cuore culturale e storico della stessa, grazie a uno straordinario patrimonio artistico e architettonico. La celebre "capitale mediterranea", situata alle falde del monte Pellegrino, immersa nel verde di sontuosi giardini d'agrumi e caratterizzata da un clima dolce e piacevole, conobbe nel corso del tempo diverse fasi di crescita, testimoniate dalle varie stratificazioni urbanistiche. La città, il cui nome deriva dal greco e significa "tutto porto", a indicare l'ampiezza dell'approdo e l'importanza dello scalo portuale, fu in realtà fondata dai Fenici, probabilmente nell'VIII secolo a.C. Fortificata e cinta di mura, divenne poi, nel V secolo, il più importante caposaldo cartaginese sull'isola; dopo la conquista romana, le invasioni barbariche e il dominio bizantino, sotto il controllo degli Arabi, giunti nell'831, Palermo diventò capitale dell'emirato autonomo di Sicilia, e uno degli empori più frequentati del Mediterraneo. Nel periodo normanno, quindi, l'intervento di maestranze bizantine, arabe e latine trasformò nuovamente il tessuto architettonico e urbanistico del centro e dell'intera provincia, come testimoniano la bellissima cappella Palatina e il duomo di Monreale. Tra il '500 e il '600, infine, un nuovo processo di rinnovamento edilizio investì Palermo, che si arricchì di chiese, palazzi, piazze, fontane e monumenti. Il volto attuale di questa moderna metropoli del Sud è pertanto quello di una città dal fascino prepotente e misterioso, racchiuso nell'intrico dei vicoli arabi, nella magnificenza di palazzi e santuari, nei tesori d'arte, nell'incanto degli scenari naturali, e nell'immutato valore di antiche tradizioni artigiane e gastronomiche.

Palazzo dei Normanni

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Palazzo dei Normanni

Uno dei monumenti di maggiore interesse storico-artistico della citta' di Palermo e' il Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale. Edificato dagli Arabi nel IX secolo d.C., probabilmente sui resti di un preesistente edificio fortificato voluto dai Cartaginesei e poi rinsaldato dai Romani sul sito nel quale sorse il primo nucleo insediativo, la Paleapoli, il palazzo ha subito nel corso dei secoli profonde trasformazioni. Sontuoso castello (qasr) al tempo degli Arabi, ampliato e munito di quattro torri, divenne sotto i Normanni una magnifica reggia, sede politica e amministrativa dello stato. Con la straordinaria fioritura artistico-culturale dell'epoca di Federico II, poi, l'edificio, sede della famosa "Scuola siciliana", divenne un centro di importanza europea. Dopo il declino della dinastia sveva, il palazzo ando' incontro a un progressivo declino fino al secolo XVI, quando i vicere' spagnoli vi stabilirono la propria dimora e ne modificarono la struttura abbattendo tre torr i e costruendo due grandi cortili interni, detti Maqueda e Fontana. L'edificio conserva l'imponente facciata cinquecentesca, la possente torre Pisana, nella quale era situata la "stanza dei tesori", con il suo duplice accesso, le grandi volte e le grosse giare murate nel pavimento, destinate a contenere monete auree, la superba Cappella Palatina, straordinaria sintesi di architettura e arti figurative, la sala degli Armigeri e le "prigioni politiche", tutti di epoca normanna. Da segnalare, infine, al secondo piano del palazzo i principeschi appartamenti reali, in modo particolare la sala di re Ruggero, con la raffinata decorazione musiva, e quella del Parlamento, conosciuta anche come sala di Ercole, magnificamente affrescata. Attualmente l'edificio e' sede dell'assemblea della regione Sicilia.

Teatro Politeama

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Teatro Politeama

Sulla bella Piazza Ruggero Settimo, caratterizzata dal verde delle palme e dalla presenza di numerosi monumenti, prospetta imponente il Politeama, uno dei piu' importanti teatri di Palermo. Eretto sullo scorcio del XIX secolo su progetto di Giuseppe Damiani Almeyda, l'edificio e' in stile neoclassico pompeiano. Un corpo avanzato, una sorta di maestoso arco di trionfo, con un magnifico altorilievo, caratterizza l'ingresso, mentre le linee curve delle facciate sono ornate da slanciate colonne di ordine dorico e ionico; al culmine svettano poi le bellissime statue bronzee di Mario Rutelli, una quadriga e due geni a cavallo. Nelle splendide sale situate all'ultimo piano dell'edificio e' ospitata poi la Civica Galleria d'Arte Moderna E. Restivo, cui sono annessi una biblioteca specializzata e un fornito archivio storico. Il museo ospita un'ampia raccolta di opere moderne e contemporanee, soprattutto di scuola meridionale, ed espone circa 235 lavori tra acquarelli, dipinti, pastelli, marmi, terrecotte, bronzi e gessi. Si segnalano in modo particolare i capolavori di Guttuso, Carra', Campigli, Mancini e Boldini per la pittura, e di Trentacoste, De Lisi e Civiletti per la scultura.

Orto Botanico

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Orto Botanico

Palermo, capoluogo della Sicilia, e' una citta' vivibile e curata, nella quale grande spazio occupa il verde dei pubblici giardini e delle ville. Tra questi si segnala per la sua incantevole bellezza e per la straordinaria varieta' di esemplari, alcuni rarissimi, appartenenti a tutte le aree di vegetazione del mondo, l'Orto Botanico, uno dei piu' importanti d'Europa, autentico cuore verde della citta'. Creato nel 1785, il lussureggiante giardino, che si estende su una superficie di circa 10 ettari, accoglie le specie piu' diverse: palme aloe, dracene, cycas, yucca, bambu', papiri, ninfee, un gigantesco ficus di circa 150 anni, alberi della gomma, del sapone, banani, e ancora pistacchi, canne da zucchero, sisal, cotone. Nel cuore del giardino, poi, si innalza un bell'edificio di pianta quadrata, con pronai neoclassici sulle facciate, detto Ginnasio, nel quale e' ospitato l'erbario; in posizione decentrata, invece, si incontrano altre due piccole costruzioni, il "Calidario" e il "Tepidar io", opera di Giuseppe Venanzio Marvuglia. Contigua all'Orto Botanico e' Villa Giulia, cosi' detta dal nome della moglie del vicere' spagnolo Guevara, splendido esempio di giardino all'italiana, progettato da Nicolo' Palma nel 1778 e poi modificato nel corso del XIX secolo. Primo spazio a verde pubblico della citta', presenta pianta quadrata con disposizione geometrica a raggi concentrici; nel piazzale centrale accoglie quattro esedre a forma di nicchia, di chiara impronta neoclassica, mentre in fondo al viale del mare si trova una bella fontana culminante con la statua che rappresenta il Genio di Palermo; nei viali sono inoltre posti busti di famosi palermitani. Molto bella, infine, villa Bonanno, fondata nel 1905 e interamente disseminata di palme, che custodisce anche interessanti ruderi di abitazioni romane del I secolo d.C.

Galleria regionale della Sicilia

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Galleria regionale della Sicilia

La Galleria regionale della Sicilia e' ospitata nelle sontuose sale di palazzo Abatellis, un magnifico edificio quattrocentesco, in stile tardo gotico catalano, con elementi rinascimentali. Raffinati i portali modellati a rilievo, ed eleganti le trifore e le bifore che ornano la facciata terminante in due slanciate torri. La sede museale accoglie opere di straordinario valore artistico: sculture e materiale architettonico dall'epoca preromanica al Rinascimento, tele e sculture dei secoli XIV-XVI, precedentemente custodite presso il Museo Archeologico Regionale di Palermo, una ricchissima pinacoteca con numerosi dipinti su tavola di scuola italiana, dei secoli XIV-XV, tra cui spicca la bellissima Annunziata, una delle opere piu' note di Antonello da Messina, e ancora pregevoli dipinti del '500 e del '600, come il "Cristo e il centurione" di Mattia Preti, opere di scuola fiamminga, come la "Deposizione" di Provost e il famoso trittico di Malvagna di Gossaert. Interessanti poi le sculture lignee dei secoli XII-XVI, e quelle litiche del 1300 e 1400, tra le quali si segnalano il busto di Eleonora d'Aragona, opera del Laurana, e le splendide statue di Antonello e Domenico Gagini. Particolarmente celebre, tra le opere pittoriche, il "Trionfo della Morte", maestoso affresco proveniente da palazzo Sclafani, realizzato secondo lo stile gotico internazionale intorno alla meta' del 1400. Il dipinto rivela l'intervento di due mani diverse, l'una catalana, l'altra di scuola ferrarese, e rappresenta in chiave allegorica la morte. Raffigurata come cavaliere vendicatore, essa assume le sembianze di uno scheletro munito di arco e freccia, che colpisce ricchi e potenti e risparmia poveri e ammalati. Interessanti i due cani rappresentati nell'affresco, in quanto animali psicopompi, che guidano cioe' l'anima nel regno dei morti.

Trapani

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Trapani

Trapani, capoluogo dell'omonima provincia, sorge su un promontorio che si distende a mo' di falce - da cui il nome greco, "Drepanon", della cittadina - nelle acque azzurre del Tirreno e del Mediterraneo. Antico centro sicano, dopo l'avvento dei Fenici divenne una delle più importanti basi navali della flotta punica, per giocare, poi, anche sotto i Greci il ruolo di emporio e scalo commerciale di punta nel Mediterraneo occidentale. Dopo la conquista romana del 241 a.C., la città conobbe un lento declino fino all'arrivo degli Arabi, che le ridiedero floridezza e lasciarono tracce evidenti nel tessuto urbano, caratterizzato da tortuosi vicoli e cortili; anche sotto i Normanni il centro prosperò grazie allo sviluppo dei commerci e della navigazione e alla crescita dell'artigianato orafo e del corallo. Ampliata dagli Aragonesi, con la costruzione di altri quartieri e di un nuovo sistema difensivo, poi potenziato - con bastioni e con un canale navigabile che isolava la città dalla terraferma - da Carlo V nel XVI secolo, Trapani ha conosciuto in secoli più recenti una notevole espansione edilizia, soprattutto al di fuori del nucleo storico della città. Interessante il patrimonio artistico-monumentale, che spazia dall'imponente santuario dell'Annunziata al Museo Regionale Pepoli, con le ricche collezioni e l'importante sezione dedicata alle arti minori locali, dalla seicentesca cattedrale agli innumerevoli edifici sacri, dagli antichi palazzi, tra cui spiccano quello ebraico della Giudecca e quello Senatorio, alla torre di Ligny, situata all'estremità nord-occidentale del promontorio falcato e attualmente sede del Museo della Preistoria. Sede di un terziario avanzato, e centro portuale e commerciale di rilievo, Trapani non dimentica i tradizionali settori della pesca, della viticoltura, dell'estrazione del sale e del marmo.

Museo Regionale Pepoli

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Museo Regionale Pepoli

Nei locali dell'ex convento dei Carmelitani, splendido edificio trecentesco, ristrutturato tra '600 e '700, si trova il Museo Regionale Pepoli, intitolato all'omonimo mecenate trapanese. Diverse le sezioni, che illustrano la variegata storia artistico-culturale della citta': archeologica, con reperti da Erice, Selinunte, Segesta, Camarina, storica, numismatica, delle arti figurative, delle arti decorative minori, di quelle industriali. Nel portico dell'antico chiostro sono murati rilievi, lapidi ed elementi architettonici rinascimentali e barocchi, mentre all'ingresso del museo si puo' ammirare il maestoso scalone monumentale, detto "magnifico", di eta' tardo rinascimentale, con posamano intarsiato. Superbe le collezioni di tele, che vanno dal XIII al XVIII secolo, e di opere scultoree del '500 e '600, tra le quali spiccano quelle gaginiane; originalissime poi le raccolte di arte decorativa e applicata, che attestano la ricchezza della tradizione artigiana trapanese: raffinati e di gra n pregio le sei-settecentesche statuine da presepe, realizzate in legno e tela, e i coevi presepi in corallo, avorio e alabastro, creati su sfondi architettonici, bellissime le porcellane, le ceramiche policrome, in particolar modo i pavimenti in maiolica del XVIII secolo, splendidi infine i tessuti, gli argenti e i gioielli in oro, corallo e pietre preziose. Autentici capolavori poi gli oggetti in corallo, un tempo fornito in abbondanza dal mare di Trapani: opere di rara bellezza - lampade, calici, ostensori, crocifissi - molte delle quali realizzate nel '600 dal frate francescano Matteo Bavera, come la lampada in bronzo dorato e corallo, alta m. 1,30, e il magnifico Crocifisso posto su una croce in ebano, tartaruga e madreperla, noto perche' la figura del Salvatore, eccetto le braccia, e' ricavata da un unico ramo di corallo.

Erice

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Erice Citta' dal fascino eterno e immutabile, che incanta con le vicende misteriose della sua storia millenaria, la quale spesso si confonde con le nebbie del mito, Erice conserva pressoche' intatto il suo bellissimo centro storico, l'antico borgo medioevale, nel quale il tempo sembra essersi arrestato. Il tessuto urbano si articola in pittoresche abitazioni - costruite con la grigia pietra locale, e accostate le une alle altre - molte delle quali dotate di cortili fioriti e profumatissimi, secondo le migliori tradizioni dell'architettura araba; le strade, strette e sinuose, selciate in pietra, con i motivi geometrici e i disegni che si intrecciano, creano singolari effetti ottici e rendono ancora piu' suggestivi i vicoli ovattati e silenziosi di questo borgo, sui quali, cosi' come sulle belle piazzette, si aprono ancora le antiche e tipiche botteghe degli artigiani, che un tempo venivano chiamati "balatari", dal nome della pietra cui si affacciavano per rispondere ai clienti. La sapienza di questi vecchi maestri rivive ancor oggi nelle coloratissime ceramiche finemente decorate, nelle singolari terrecotte dipinte a mano, e nei variopinti tappeti, anch'essi intessuti rigorosamente a mano, secondo metodi tradizionali. Imponenti poi le mura di impianto elimo-punico - risalenti all'VIII secolo a.C. nella parte inferiore, mentre la parte superiore e le porte sono di impianto normanno - che circondano per intero la citta', e all'interno delle quali si possono ammirare il magnifico maniero normanno, la bella chiesa matrice dalle forme gotiche, il singolare quartiere spagnolo, piccola fortezza seicentesca la cui costruzione rimase sospesa, le numerose chiese, addirittura piu' di 60, e gli eleganti palazzi barocchi che prospettano in gran parte sull'antica Via Regia.

Marsala

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Marsala

Nel territorio di Trapani, distesa su Capo Boeo, l'estrema punta occidentale della Sicilia, sorge Marsala, fiorente centro commerciale, agricolo e industriale. La città, fondata dai superstiti di Mozia nel 397 a.C. e chiamata Lilibeo dal nome del promontorio su cui sorgeva, divenne ben presto la principale base navale punica dell'isola; potente e inespugnabile, circondata da fortificazioni imponenti - mura spesse fino a 7 m. - e da un ampio fossato, come attestano Diodoro Siculo e Polibio, Marsala fu conquistata nel 241 a.C. dai Romani, che ne fecero una delle più importanti basi navali del Mediterraneo oltre che la principale testa di ponte per i collegamenti con il continente africano. La "civitas splendidissima" abbellita dai Romani con numerosi monumenti ed edifici pubblici, conobbe un periodo di declino con la caduta dell'impero, per poi rinascere ancora più splendida grazie agli Arabi, che la occuparono nell'830, ridisegnando il tessuto urbano e potenziando il magnifico porto, il cui nome arabo, "Marsa Allah" (porto di Allah), divenne quello attuale della città. Importante piazzaforte nel Medioevo, arricchitasi di chiese e conventi tra il XII e il XIV secolo, Marsala assunse un volto tipicamente barocco tra '600 e '700, e fu infine teatro dello sbarco di Garibaldi e dei Mille nel 1860. Nota per l'omonimo e celeberrimo vino liquoroso prodotto nei 250 kmq. di rigogliose vigne che circondano la citta', Marsala custodisce come uno scrigno preziose testimonianze storico-archeologiche, dalla nave da guerra punica all'ipogeo di Crispia, dalla villa romana con gli stupendi mosaici al battistero cristiano, dalle mura normanne agli straordinari tesori della fenicio-punica Mozia, tra cui spicca la superba statua marmorea raffigurante un giovane in tunica. Imprescindibili dal paesaggio, infine, le saline.

Museo Civico di Marsala

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Museo Civico di Marsala

Il Museo Civico di Marsala e' ospitato nei locali del magnifico complesso monumentale di S. Pietro. Ex monastero benedettino del XVI secolo, contraddistinto dalla caratteristica torre a cuspide ornata da maioliche, e dotato di una splendida chiesa, dai fastosi interni, il complesso, dalla superba bellezza architettonica, sorge nell'area ebraica della citta'. La raccolta museale si articola in tre sezioni: la risorgimentale garibaldina, l'archeologica e infine quella dedicata alle tradizioni popolari; molto interessante la prima sezione - dedicata a Giacomo Giustolisi -, che espone stampe d'epoca, sculture, uniformi, documenti originali, foto, molte delle quali documentano la storica impresa dei Mille in Sicilia, armi - tra le quali revolver a spillo, pistole ad avancarica, fucili e baionette -, e infine la poltrona in damasco sulla quale Garibaldi riposo' dopo lo sbarco, l'11 maggio 1860, a Marsala. Ricca e varia anche la sezione dedicata alle tradizioni popolari, che ospita tra gli al tri i costumi dei personaggi della famosa processione del giovedi' santo. Il complesso S. Pietro dispone inoltre di un'ampia sala conferenze, dotata di attrezzature tecniche all'avanguardia - come impianti di registrazione e di proiezione di elevato standard, e sistema di traduzione simultanea -, e di strutture polivalenti. Nel monumentale edificio, infine, ha sede anche la Biblioteca Comunale.

Museo Mandralisca di Cefalù

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Museo Mandralisca di Cefalu

Uno dei piu' interessanti edifici della citta' di Cefalu', il settecentesco palazzo dei baroni di Mandralisca, ospita nelle sue sale l'importante e omonimo Museo. Fondato nel 1866 a opera della Fondazione culturale creata dal nobile Enrico Pirajno di Mandralisca, illustre studioso e collezionista, nonche' patriota, il museo accoglie buona parte delle collezioni archeologiche rinvenute a Cefalu' e nelle zone limitrofe, e inoltre le magnifiche e ricche collezioni artistiche e scientifiche, messe assieme nel corso del XIX secolo dal barone di Mandralisca. Tra i materiali della raccolta museale si possono ammirare monete - presenti i coni delle piu' importanti citta'-stato dell'antica Sicilia, e ben rappresentata la sezione numismatica liparota -, iscrizioni funerarie in greco, stele funerarie arabe e paleocristiane, resti di mosaici pavimentali romani del I secolo a.C., rocchi di colonne, tavolette bizantineggianti, pregiati vasi arabi, piccoli bronzi dei secoli VII-IV a.C., ceramiche del l'eta' del Bronzo, in stile geometrico, corinzie, attiche, tra le quali lo splendido cratere del IV secolo a.C. con "il venditore di tonno", una portantina del '700, pregevoli dipinti del XVI e XVII secolo - di notevole bellezza le tele di scuola fiamminga -, un pezzo di legno dipinto a olio, divenuto celebre perche' scelto come protagonista da Vincenzo Consolo per un suo romanzo, e diversi minerali. Si segnala, inoltre, per la sua importanza, il "Ritratto di ignoto", bellissima ed enigmatica tela di Antonello da Messina (1465/1470); di particolare interesse, infine, la collezione di conchiglie, costituita dal barone Mandralisca, grande appassionato di malacologia, e quella ornitologica di esemplari mediterranei.

Enna

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Enna

L'antichissima citta' di Enna, situata a circa 127 Km. da Palermo, gode di una centralissima posizione geografica all'interno dell'isola, grazie ai suoi 940 m. sul livello del mare, domina su tutto il territorio circostante e costituisce il capoluogo di provincia piu' alto d'Italia. Abitata prima dai Sicani, fu terra di conquista per diversi popoli e dopo la dominazione romana (277 a.C.) con la quale prese il nome di "Castrum Ennae", divenne verso la meta' del VI sec. a.C. anche fortezza bizantina. Nell'859 d.C. gli arabi le diedero il nome di Qasr Yannah, in seguito tramutato in Castrogiovanni, nome quest'ultimo che conservo' fino al 1926; la citta' passo' anche sotto il dominio normanno, di cui conserva il suggestivo castello di Lombardia, fortilizio che successivamente ospito' anche Svevi e Aragonesi. Enna tra i suoi antichi e numerosi monumenti, conserva il Duomo, voluto dalla regina Eleonora d'Angio' e risalente al 1307, la pregevolissima chiesa di S. Francesco d'Assisi, databile intorno al XIV sec. e la rinomata Torre di Federico II. La citta' e' anche sede dei due principali musei della provincia ennese il museo Alessi e quello archeologico regionale, degni di nota sono inoltre, la zona archeologica di Cozzo Matrice, situata nei pressi del centro cittadino e la riserva del lago Pergusa che e' anche sede del noto circuito automobilistico.

Museo Alessi

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Museo Alessi di Enna

Il museo Alessi sorge nei pressi del duomo, ed e' intitolato all'omonimo sacerdote di Enna, vissuto tra il 1774 e il 1837. Il canonico aveva collezionato pezzi di rara bellezza - dipinti, libri, stampe, pietre incise, vasi, ambre, conchiglie, idoletti in creta, bronzo e granito, sia greco-siculi che egizi, e soprattutto monete greche, sicule e romane, in oro, argento e rame e preziosi reperti archeologici - che andarono a costituire il nucleo principale del museo. La magnifica collezione fu ceduta dagli eredi del canonico alla Fabbriceria della chiesa madre nel 1860, e ando' progressivamente arricchendosi con donazioni private, con opere provenienti da chiese e monasteri cittadini, e con l'imponente tesoro della chiesa stessa. Tra le opere custodite nel museo si segnalano le belle tele dei secoli XVI, XVII e XVIII, i pregevoli dipinti su rame, i trittici di scuola cretese-veneziana, le opere di artisti ennesi degli ultimi due secoli, tra cui bozzetti, ritratti e stampe di S. Marchese, P. Vetri, L. Gallina, la bellissima corona della Madonna della Visitazione, opera di abili artigiani orafi, caratterizzata da una raffinata varieta' cromatica esaltata dallo splendore delle pietre preziose, soprattutto rubini e diamanti, il "Pellicano", gioiello con valore apotropaico, costituito da un enorme topazio incastonato nell'oro e abbracciato da rubini e smalti, probabilmente opera di un artista palermitano, e poi tra gli arredi sacri, candelieri d'argento, calici in argento sbalzato, reliquiari, lampade pensili in argento cesellato e ostensori, come quello raggiato in oro, argento, smalto e gemme, opera di S. e G. Mercurio. Di straordinario interesse infine la raccolta numismatica, che comprende oltre a monete greco-romane, databili dal V al I secolo a.C., anche monete tolemaiche, bizantine, arabe e normanne e medaglie pontificie.

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